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Il nuovo volto della Democrazia

  • Immagine del redattore: Vox Alumni
    Vox Alumni
  • 25 feb 2021
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 28 apr 2021

La democrazia è cambiata. Da Pericle a Capitol Hill: cosa ancora abbiamo da imparare.




Atene 430 a.C.

Abbiamo una Costituzione che non emula le leggi dei vicini, in quanto noi siamo più d'esempio ad altri che loro imitatori. E poiché essa è retta in modo che i diritti civili spettino non a poche persone, ma alla maggioranza, essa è chiamata democrazia.

Il passo, riportato da Tucidide, è tratto dall’orazione funebre pronunciata da Pericle per i caduti del primo anno della Guerra del Peloponneso.

6 Gennaio 2021

Assalto a Capitol Hill: attacco alla democrazia. A distanza di duemila anni, sentiamo ancora parlare di democrazia, ma cosa intendeva Pericle con il termine “democrazia” e cosa sta accadendo a questa forma di governo negli Stati Uniti?

Pericle, in greco Περικλῆς (lett. “circondato dalla gloria”), nacque nel demo di Colargo nel 495 a.C. circa e visse ad Atene fino alla sua morte nel 429 a.C.. Era salito al potere nel 460 a.C., dopo che Cimone, suo avversario politico, venne ostracizzato con l’accusa di aver tradito la città di Atene, agendo come alleato di Sparta. Il suo prestigio e la sua abilità dialettica gli permisero di rimanere in carica dal 460 a.C. fino al 429 a.C.. Particolare attenzione va rivolta alla sua oratoria. Quella utilizzata da Pericle è di tipo anti demagogico. Quando il popolo era orientato verso la violenza, Pericle non lo assecondava, ma lo placava con le sue parole. Atene visse l'età dell'oro, nel periodo compreso tra le guerre Persiane (499-479 a.C.) e la guerra del Peloponneso (431-404 a.C.), grazie alla sua guida e alle sue doti di stratega. Tanti uomini, nel corso dei secoli, hanno tentato di garantire alla città di Atene non solo la stabilità politica, ma anche una costituzione non oligarchica. Meritano una menzione particolare, a questo proposito, Solone e Clistene, perché, più di tutti, si spesero per far sì che più cittadini possibili partecipassero alla vita pubblica. Nonostante gli inevitabili oppositori, Pericle ebbe sempre dalla sua parte l’appoggio del popolo ateniese, che apprezzava le sue riforme che, di fatto, diedero vita alla prima democrazia della storia.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia [...] Qui ad Atene noi facciamo così.

Queste sono le prime parole che Tucidide fa pronunciare a Pericle nel discorso rivolto agli Ateniesi. Egli sprona i suoi concittadini a non demordere, durante quello che si annuncia essere un conflitto epocale, e non lo fa parlando di territori conquistati, né di ricchezze, né di eserciti, ma elogiando una cosa che solo Atene ha: la democrazia. Questa nuova forma di governo non interessa una cerchia ristretta di persone, ma la maggioranza; ogni cittadino non deve essere classificato in base alla classe di provenienza, ma in base a quello che vale; e, se questi può fare qualcosa di buono per la città, non gli deve essere impedito dalla sua povertà. Per la prima volta, le classi più povere potevano partecipare alla vita politica. Pericle aumentò gli aiuti e le sovvenzioni statali, assicurando l’entrata gratuita a teatro ai meno abbienti, l’assistenza sociale per l’educazione degli orfani e un sussidio per i mutilati.

Come si può tentare di distruggere una forma di governo così perfetta?

È proprio quello che è successo lo scorso 6 Gennaio a Capitol Hill, sede ufficiale dei due rami del parlamento federale nella capitale Washington D.C..

A circa mezz’ora dall’inizio della seduta del Congresso per ratificare la vittoria di Joe Biden, migliaia di manifestanti hanno superato le barriere di sicurezza, senza incontrare troppi problemi con le forze dell’ordine, facendo violentemente irruzione nell’edificio che lo ospitava. A deputati e senatori è stato quindi ordinato di rimanere nelle rispettive aule e uffici, facendo loro indossare preventivamente maschere anti-gas, mentre la polizia cercava di fermare l’assalto. Da una parte, i sostenitori di Trump ritengono che l'attacco sia stato causato dall’errata comprensione dei discorsi del Presidente uscente; dall’altra, gli oppositori di Trump, come Barack Obama - che ha commentato: «ci prenderebbero in giro se lo trattassimo come una sorpresa totale» - pensano che questo atto sia stata la conseguenza della lunga campagna che Trump ha capeggiato, dopo la sconfitta delle presidenziali, affermando che le elezioni erano state contraffatte.

La propaganda del Presidente uscente, che per due lunghi mesi ha rifiutato di riconoscere la vittoria dell’avversario, si è conclusa con l’attacco finale alla più alta istituzione democratica degli Stati Uniti, che il Presidente stesso avrebbe dovuto proteggere. Questa azione non ha solo messo in dubbio la bontà delle elezioni, grande espressione di libertà in un Paese civile, ma costituisce una grave minaccia per la democrazia stessa, poiché si tratta di un atto sovversivo. In una democrazia, si deve rispettare il voto popolare, ma i sostenitori di Trump, quando hanno fatto irruzione violentemente, per ottenere il potere contrariamente a quanto emerso dalle elezioni, non hanno agito nel solco della democrazia. Se si fosse ceduto a queste pressioni, a quest’ora Trump avrebbe continuato a ricoprire il suo mandato illegittimamente, essendo stato compiuto un atto anti-democratico.

Il potere che Pericle riuscì a tenere ad Atene per tanti anni non fu mai ottenuto con la forza, né con forme di pressione morale o materiale sui cittadini. Noi, purtroppo, viviamo in una società a volte ipocrita e contraddittoria, dove una minoranza che si trasforma in massa, adeguatamente “istruita” da una facile demagogia, pretende di prevalere sulla maggioranza, in un mondo in cui si può arrivare a pensare di radunare un certo numero di persone e salire al potere, facendo leva anche sul consenso guadagnato sui social.

Pericle nella stessa orazione succitata sosteneva: «Concludendo, affermò che tutta la città è la scuola dell’Ellade» e poi continuava: «Saremo ammirati dagli uomini di ora e dai posteri senza bisogno delle lodi di un Omero o di un altro».

Virginia Woolf ci ricorderebbe: «È ai Greci che torniamo quando siamo stanchi della vaghezza, della confusione e della nostra epoca», perché sono un esempio del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro. E noi non possiamo far altro che inchinarci alla loro grandezza, poiché, pur essendo (o proprio perché sono) testimoni di un popolo antico, con il loro pensiero rigoroso e il loro modo aperto di vedere il mondo, rimarranno per sempre maestri di vita per tutti.

Daniela Riccardi



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